Poi, non si sa come accadde che l’uomo […] non amò né adorò più la donna che aveva inventato la cottura della carne, aveva fatto i bambini che contro la morte frequente moltiplicavano la specie, e l’ammirazione diventò odio ed il pensiero fece la negazione dicendo, come Platone, che la donna non era un essere umano ed imponendo, come Paolo di Tarso, il silenzio della voce che era leggera e delicata e non faceva l’urlo per spaventare i nemici.
(Massimo Fagioli)
Il monoteismo non è un dato di natura, né una rivelazione calata dall’alto: è un’invenzione. Un’imponente costruzione intellettuale maschile capace di fare di un Dio invisibile la giustificazione per legittimare il potere degli uomini.
Nato da oltre dieci anni di ricerca collettiva e stimolato dalle intuizioni dello psichiatra Massimo Fagioli, questo libro ricostruisce il processo storico che ha plasmato la civiltà occidentale, occultando il suo debito verso il mondo mesopotamico. Attraverso un’indagine rigorosa, gli autori individuano il carattere essenziale del monoteismo non nella semplice fede in un Dio unico, ma nell’affermazione dell’idea di trascendenza. Mostrano come il pensiero religioso si sia strutturato lungo un percorso millenario fino allo snodo fondamentale che nel VI secolo a.C. vede la riflessione sull’esistenza separarsi nettamente dalla natura, dal mondo sensibile e dalla concretezza del rapporto interumano. Si tratta di una svolta che prende forma lungo due direttrici: da un lato il popolo ebraico, che trova nell’idea di un unico Dio la forza ideale e politica per resistere allo scontro con i grandi imperi dell’epoca; dall’altro la filosofia greca, da Senofane a Platone, intenta a fondare una spiegazione astratta del mondo. Il pensiero si fa idea pura, scisso dai sensi, dal corpo e dalle immagini. È così che il Dio unico della Bibbia e le idee innate di Platone si rivelano due facce della stessa razionalità priva di umanità.
Spogliata la trascendenza di ogni aura di sacralità e verità assoluta, emerge l’aspetto più drammatico di questa costruzione: l’affermazione dell’egemonia patriarcale e la violenta negazione del femminile, che condanna la donna a un destino di minorità e impedisce che il rapporto uomo-donna si realizzi nella sua naturale uguaglianza e diversità.
Un saggio di urgente attualità che, di fronte alla recrudescenza dei conflitti in nome di Dio, va alla radice storica dell’intolleranza religiosa e della violenza per restituire centralità all’umano.

