«Abbiamo calcato le stesse brevi scale anche se in periodi diversi, nella ‘folle’ ricerca dell’inconscio. E loro, i maestri, già non l’avevano più».
(Massimo Fagioli a Enzo Forcella)
(Massimo Fagioli a Enzo Forcella)
La cura della malattia mentale e come i mass media la rappresentano nel discorso pubblico. È intorno a questo tema centrale che ruota il dialogo a distanza tra Massimo Fagioli, lo psichiatra dell’Analisi collettiva, ed Enzo Forcella, giornalista, direttore di Rai Radio 3 e autorevole firma del quotidiano “la Repubblica”, nello scambio epistolare che i due ebbero tra il 1986 e gli inizi del 1987.
Otto lettere inedite, ritrovate presso l’Archivio Centrale dello Stato e riprodotte in facsimile nel libro, testimoniano l’intenso e appassionato confronto, a partire da alcuni articoli apparsi sulla stampa in quegli stessi mesi. Autore negli anni Settanta di una teoria sulla realtà psichica che ha scardinato il freudismo, Fagioli stimola con riflessioni e pensieri Forcella, che accetta la sfida. Schierato nel campo dell’informazione, anch’egli su posizioni critiche e controcorrente, il «vecchio lupo delle comunicazioni di massa», come lui stesso si definisce, risponde e argomenta. Il rapporto tra il mondo del giornalismo e la psichiatria, orientato e spesso distorto, la formazione degli psicoterapeuti, il ruolo dell’intellettuale, il peso delle ideologie: dalle lettere emerge l’affresco di un’epoca i cui nodi sono ancora irrisolti. Domande e risposte di straordinaria attualità che i saggi di Carlo Anzilotti, Elisabetta Amalfitano, Donatella Coccoli e Orietta Verdi approfondiscono nel volume sotto il profilo psichiatrico, storico, culturale e d’archivio.
Otto lettere inedite, ritrovate presso l’Archivio Centrale dello Stato e riprodotte in facsimile nel libro, testimoniano l’intenso e appassionato confronto, a partire da alcuni articoli apparsi sulla stampa in quegli stessi mesi. Autore negli anni Settanta di una teoria sulla realtà psichica che ha scardinato il freudismo, Fagioli stimola con riflessioni e pensieri Forcella, che accetta la sfida. Schierato nel campo dell’informazione, anch’egli su posizioni critiche e controcorrente, il «vecchio lupo delle comunicazioni di massa», come lui stesso si definisce, risponde e argomenta. Il rapporto tra il mondo del giornalismo e la psichiatria, orientato e spesso distorto, la formazione degli psicoterapeuti, il ruolo dell’intellettuale, il peso delle ideologie: dalle lettere emerge l’affresco di un’epoca i cui nodi sono ancora irrisolti. Domande e risposte di straordinaria attualità che i saggi di Carlo Anzilotti, Elisabetta Amalfitano, Donatella Coccoli e Orietta Verdi approfondiscono nel volume sotto il profilo psichiatrico, storico, culturale e d’archivio.

